AQUILEIA

PATRIMONIO DELL'UMANITÀ

sabato 18 settembre 2021

Calligaro: Il Linguaggio Visivo Come Avventura

Opera di Renato Calligaro

La mostra costituisce la ricognizione fino ad oggi più ampia ed esaustiva della poliedrica attività di Renato Calligaro, artista di origini friulane che ha raggiunto fama e notorietà a livello internazionale.

Pittore, illustratore, fumettista e scrittore, Calligaro ha individuato nella pittura il suo linguaggio privilegiato unendovi le diverse forme espressive che hanno accompagnato il suo percorso professionale.

Il suo lavoro si è concentrato nello sviluppo della narratività intesa come sequenze di forme artistiche diverse e originali, da lui inventate, che si creano e si sviluppano l'una dall'altra formando il racconto.

Quella dei quadri/sequenza è la formula più comune attraverso cui le sue opere pittoriche si presentano.

La mostra
 Calligaro: il linguaggio visivo come avventura si articola in diverse sezioni accogliendo oltre trecento lavori di diversa natura tra pittura e grafica e costituisce l’occasione per ripercorrere tutta la carriera dell’artista mettendo in relazione tra loro la produzione di tavole satiriche o a fumetti con le opere pittoriche, evidenziando l’interscambiabilità dei diversi livelli comunicativi e del rapporto tra immagine e testo scritto, fondamentale nella convinzione poetica di Calligaro.
In esposizione anche le 28 tavole in originale del racconto per immagini Poema barocco, pubblicato per la prima volta nel 1988; opera che fa parte dei cosiddetti "poemi di testo e figure” dell’artista.

Nato a Buja, in provincia di Udine, nel 1928, Renato Calligaro ha trascorso l'infanzia e la giovinezza alternando permanenze in Italia, Argentina e Brasile.
Dopo l'esperienza della guerra vissuta in Friuli, nel 1946 si è trasferito a Buenos Aires per frequentarvi la Facoltà di Architettura.
L’esperienza parte europea e parte latinoamericana, l’esercizio continuo di discipline diverse e gli interessi teorici che hanno sempre contraddistinto il suo lavoro, gli hanno permesso di elaborare una rappresentazione efficace e personalissima della crisi della modernità, intesa come decadenza di quei valori che, nell’arte e nella letteratura contemporanee, sono stati tradotti in passato nell’idea di un avvicendarsi continuo di forme e stili sempre nuovi.
Dagli anni Sessanta la sua ricerca artistica si è orientata nello sviluppo della narratività pittorica; le sue convinzioni teoriche si innestano sull’idea della “morte dell’arte” e sulla convinzione che il futuro della pittura affidi alla “capacità narrativa delle forme” la propria capacità di rinnovarsi.Nel 1967 Calligaro ha iniziato a dedicarsi al fumetto di satira, impropriamente chiamato d'avanguardia, in cui ha sviluppato e reso visibili le problematiche formali della letteratura e della pittura del Novecento. Sono frutto di tale esperienza anche i cosiddetti "poemi di testo e figure” dove viene creata una nuova dialettica fra testo scritto e immagine con una costante interscambiabilità tra i due livelli di comunicazione: Graf ZeppelinMontagneOltreporto e Poema barocco ne sono alcuni esempi.
Nel 2017 Casa Cavazzini ha ospitato una piccola e selezionata esposizione dedicata a Calligaro; la mostra ha fatto seguito a quella dedicata nello stesso anno al suo allievo Lorenzo Mattotti.
Il successo dell’iniziativa ha messo in luce non solo l’interesse del pubblico per una personalità d’intellettuale e artista poliedrico del calibro di Calligaro, conosciuto, fra l’altro, per le sue collaborazioni a riviste e quotidiani come LinusAlter/LinusPanoramaEspressoLa Repubblica (Satiricon), Reporter e Le Monde, ma ha evidenziato anche la necessità di una ricognizione completa del suo lavoro che ha spaziato dal campo della pittura a quello della grafica con una significativa interscambiabilità concettuale tra i diversi linguaggi espressivi.

La mostra è curata da Paola Bristot, Vania Gransinigh e Vanja Strukelj
 ed è accompagnata da un catalogo che costituisce una raccolta completa sul lavoro di Calligaro in sessant’anni di attività. 

Info

Data: dal 07 Dicembre 2019 al 13 Settembre 2020
Luogo: Casa Cavazzini
A cura di: Paola Bristot, Vania Gransinigh, Vanja Strukelj
Indirizzo: Udine - via Cavour 14
Telefono: +39 0432 1273772
Email: biglietterie.civicimusei@comune.udine.it
Sito ufficiale: www.civicimuseiudine.it