Cripta degli Affreschi, Aquileia, Storie di Marco © Courtesy Fondazione So.Co.Ba. © V. Makovac
Per la prima volta dopo quasi sette secoli, le tre parti superstiti del Vangelo di Marco, considerato uno dei più preziosi codici dell'Europa medievale, si troveranno insieme ad Aquileia.
Dal 12 settembre 2026 al 25 aprile 2027, Palazzo Meizlik ospiterà la mostra «IL VANGELO DI MARCO. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo».
L'esposizione è promossa e organizzata dalla
Fondazione Aquileia con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia, e in collaborazione con il Comune di Aquileia, la Basilica di Aquileia, il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli (afferente al Museo storico e Parco del Castello di Miramare, Direzione regionale Musei nazionali del Friuli Venezia Giulia), la Basilica di San Marco di Venezia, il Capitolo Metropolitano di San Vito di Praga, l'Archivio del Castello di Praga presso la Cancelleria della Presidenza della Repubblica Ceca e l'Arcidiocesi di Praga.
Il progetto nasce da un paziente lavoro di diplomazia culturale, capace di intrecciare le volontà di istituzioni civili, religiose e museali italiane e ceche, e di rendere possibile un'operazione di straordinario valore scientifico e simbolico.
Tra i prestiti più significativi figura il frammento custodito dal Capitolo Metropolitano di San Vito di Praga e dal Tesoro della Cattedrale, considerato patrimonio indivisibile dello Stato ceco e del suo popolo, che per la prima volta lascerà il territorio nazionale.
Ma chi era Marco? La tradizione lo identifica con l'evangelista autore del secondo Vangelo, discepolo e interprete dell'apostolo Pietro. Nato probabilmente in Palestina agli inizi del I secolo, secondo il racconto tramandato avrebbe predicato in numerose terre del Mediterraneo, morendo martire ad Alessandria d'Egitto intorno al 68 d.C. Fu proprio Alessandria a custodirne le spoglie, prima che nell'828 due mercanti veneziani le traslassero a Venezia, di cui Marco divenne patrono. Ma la sua figura affonda radici antiche anche nell'alto Adriatico:
la tradizione aquileiese vuole che Marco, inviato da Pietro, giungesse a predicare proprio ad Aquileia, dove avrebbe posto le basi della Chiesa locale, consacrandone il primo vescovo, Ermacora. È da questa memoria apostolica che il Patriarcato di Aquileia trasse per secoli la propria autorevolezza spirituale.
Aquileia è, in effetti, il luogo in cui questa storia ebbe inizio. «Splendida Civitas» nella tarda antichità e, nell'alto Medioevo, la più vasta diocesi d'Europa,
il Patriarcato di Aquileia fu ponte tra Roma, Bisanzio, il Sacro Romano Impero e il mondo slavo, imponendosi come uno dei principali centri spirituali, politici e culturali del continente. È questa centralità storica ad aver reso possibile la riunione dei tre frammenti nello stesso luogo, confermando il sito UNESCO di Aquileia come crocevia di una rete di relazioni che ancora oggi unisce istituzioni, culture e Paesi europei.
Più che un antico manoscritto,
il Vangelo di Marco è una delle più alte testimonianze della cultura medievale. Venerato per secoli come autografo dell'evangelista, secondo la ricerca storica fu realizzato nel VI secolo. Custodito a lungo ad Aquileia, il codice venne infine smembrato, e le sue tre parti presero strade diverse. La mostra ne racconta la vicenda, restituendo unità a
una storia che appartiene al patrimonio culturale dell'intera Europa. Il progetto e il programma di iniziative scientifiche e divulgative saranno presentati alla stampa italiana e internazionale giovedì 10 settembre 2026 a Roma.