Il documentario sull'Assiria vince l'Aquileia Film Festival
L'Impero Assiro conquista l'Aquileia Film Festival
Proiezione del film "L'impero Assiro, la storia rivelata" all'Aquileia Film Festival © N. Oleotto
Eleonora Zamparutti - 01/08/2026
Sotto la polvere del deserto si nascondono storie che possono cambiare il nostro modo di guardare al passato. È il fascino dell'archeologia, capace di trasformare uno scavo in un racconto avvincente e una ricerca scientifica in un viaggio attraverso civiltà scomparse. È proprio questo spirito ad aver conquistato il pubblico della XVII edizione dell'Aquileia Film Festival, la rassegna dedicata al cinema e all'archeologia che si svolge fino al 4 agosto 2026 e che ha incoronato vincitore il documentario "L'Impero Assiro. La storia rivelata" del regista Luis Miranda.
Il film segue due straordinarie missioni archeologiche impegnate nel Kurdistan iracheno: quella tedesca e soprattutto quella dell'Università di Udine, diretta dal professor Daniele Morandi Bonacossi, da anni in prima linea nella tutela di un patrimonio minacciato da guerre e devastazioni. Tra paesaggi spettacolari e rilievi scolpiti nella roccia, il documentario racconta la riscoperta dell'imponente sistema di canali voluto dal re assiro Sennacherib tra l'VIII e il VII secolo a.C., una delle più grandi opere idrauliche del mondo antico. Proprio in queste settimane il team italiano sta completando un innovativo parco archeologico diffuso che renderà finalmente accessibili al pubblico i monumentali bassorilievi scolpiti lungo gli antichi canali.
Il festival, organizzato dalla Fondazione Aquileia insieme ad "Archeologia Viva" e Firenze Archeofilm, ha confermato il proprio successo con una piazza gremita e migliaia di spettatori collegati in streaming da Europa, Stati Uniti, Canada e Argentina. Sul podio sono saliti anche "Roma Sotterranea. Una metro nella storia", dedicato alle sorprendenti scoperte emerse durante la costruzione della metropolitana della Capitale, e "Il mistero degli aquiloni del deserto", che indaga le enigmatiche strutture in pietra disseminate nel Vicino Oriente.
La manifestazione continua intrecciando archeologia, cinema e cultura: dai grandi classici di Alfred Hitchcock e Billy Wilder, proposti in versioni completamente accessibili, fino ai documentari dedicati ad Aquileia e alle antiche tradizioni del Friuli Venezia Giulia. Un programma che dimostra come il passato non sia mai qualcosa di lontano, ma una storia viva che continua a parlare al presente, capace ancora oggi di sorprendere, emozionare e farci guardare il mondo con occhi diversi.
Infatti il Festival prosegue sabato 1 e domenica 2 agosto, grazie alla collaborazione con INCinema – Outside che porta sul grande schermo di Aquileia due grandi classici della storia del cinema, "Rear Window (La finestra sul cortile)" di Alfred Hitchcock e "The Seven Year Itch (Quando la moglie è in vacanza)" di Billy Wilder, in versioni in lingua originale con sottotitoli in italiano e completamente accessibili, a ingresso libero.
Lunedì l’Aquileia Film Festival prosegue con la proiezione fuori concorso del documentario "Aquileia e i cristianesimi perduti" di Massimo Garlatti Costa (lunedì 3 agosto) e martedì 4 agosto con il documentario "Quello che resta" di Marco D’Agostini, dedicato alle ritualità ancora vive del Friuli Venezia Giulia e l’intervista di Paolo Mosanghini, giornalista e condirettore del Messaggero Veneto a Elena Commessatti autrice di “Aquileia, una guida” edito da Odos, che presenterà il suo romanzo “Il tempo delle viole” edito da Newton Compton in cui narra le vite di tre ragazze che si intrecciano in un’Italia che si affaccia al nuovo secolo tra modernità e tradizione, tra la fatica del lavoro e il desiderio di emancipazione.